Meteo invernale. Una forte ondata di gelo e neve è in arrivo anche in Italia. Ma quali saranno i risvolti per l’inverno 2024-2025? Attualmente, l’Oscillazione Artica è in una fase neutra e sembra destinata a rimanere tale nelle prossime settimane. Questo è dovuto alle attuali anomalie di pressione e altezza geopotenziale che si registrano sull’Artico, dove i valori sono misti e non indicano cambiamenti rilevanti per ora.

Di conseguenza, il clima nelle regioni temperate non appare particolarmente rigido. In parallelo, l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) si trova attualmente in territorio positivo, con anomalie di pressione basse sulla Groenlandia. Tuttavia, le proiezioni indicano che la NAO potrebbe passare in fase negativa a seguito dell’intensificazione delle anomalie positive sulla Groenlandia, un cambiamento che potrebbe influire significativamente sul clima dell’Europa occidentale e dell’Italia.
Meteo, i risolvi della NAO
La fase negativa della NAO tende a favorire inverni più freddi sull’Europa, poiché le correnti fredde provenienti dal Nord Atlantico e dall’Artico scendono verso sud, portando temperature sotto la media e aumentando le probabilità di neve. In questa settimana, un’area di alta pressione posizionata a ovest delle Isole Britanniche potrebbe portare correnti discendenti, abbassando le temperature in Gran Bretagna e in buona parte dell’Europa occidentale, con ripercussioni graduali anche sull’Italia. Si prevede che questo schema possa durare diverse settimane, grazie a un blocco atmosferico stabile sulla Groenlandia che continuerà a portare freddo in Europa.
Un contesto diverso è previsto per l’Asia, dove i modelli indicano temperature sopra la media in gran parte del continente, ad eccezione di alcune zone. Le dorsali geopotenziali si concentrano sull’Asia centrale, confinando il freddo in aree specifiche come la Siberia settentrionale e il Kazakistan. Ciò comporterà un inverno generalmente mite nell’Asia orientale e meridionale, con scarse possibilità di freddo intenso.
Situazione in Nord America
Nel Nord America, si osservano aree di alta pressione a sud delle isole Aleutine e dorsali positive nel Pacifico che mantengono una zona di aria più calda nella parte orientale del continente. Al contrario, temperature sotto la media sono previste in Alaska, Canada occidentale e negli Stati Uniti occidentali. Entro la fine di novembre, però, le temperature potrebbero scendere gradualmente anche nelle aree orientali, avvicinandosi ai valori tipici della stagione.
Meteo, come funziona il Vortice Polare?
Un fenomeno che continua a essere oggetto di grande attenzione è il Vortice Polare, un’area di aria molto fredda che ruota attorno al Polo Nord. Questo vortice, in base alla sua forza, influenza il clima nelle medie latitudini. Quando è forte, l’aria fredda resta confinata nelle regioni polari, mentre se si indebolisce, può permettere al freddo di espandersi verso sud.

Al momento, il Vortice Polare sembra in rafforzamento, il che favorisce un clima più mite nelle zone temperate come Europa e Stati Uniti orientali. Tuttavia, anomalie termiche nei mari di Barents-Kara, dove il ghiaccio marino è ben al di sotto della norma, potrebbero influire sulla stabilità del Vortice nelle prossime settimane, aumentando la probabilità di un suo indebolimento e di conseguenza di un inverno più freddo.
Nell’Asia eurasica, un accumulo di neve superiore alla media registrato in ottobre sembra avere una correlazione con l’indebolimento del Vortice Polare, fenomeno che generalmente porta a inverni rigidi nell’emisfero settentrionale. Questa connessione è più marcata per l’Asia e il Nord America, mentre in Europa l’influenza è più variabile e meno significativa.
Nord America e nord Atlantico
Il Nord America, in particolare, è influenzato da una combinazione di fattori, tra cui le dorsali di pressione a sud delle Aleutine, che dirigono il freddo verso l’Alaska, il Canada e gli Stati Uniti occidentali. Alcuni modelli suggeriscono, comunque, un graduale calo delle temperature anche nelle regioni orientali, che si allineeranno al clima stagionale entro novembre.
Nel Nord Atlantico, si osserva uno schema di bassa pressione e un blocco atmosferico sulla Groenlandia che potrebbe favorire un raffreddamento su alcune aree dell’Europa settentrionale. Questo quadro richiede ulteriori aggiornamenti per determinare se porterà un inverno più freddo nel lungo periodo.
Ghiaccio marino
Il ghiaccio marino nell’Artico è attualmente sotto la media, specialmente nel Nord Atlantico, mentre risulta quasi nella norma nel settore del Pacifico settentrionale. Questa ridotta estensione di ghiaccio contribuisce a rendere il Vortice Polare meno stabile, il che potrebbe portare freddo in Eurasia e, potenzialmente, negli Stati Uniti orientali. Tuttavia, la variabilità dei modelli suggerisce che il ruolo del ghiaccio marino non è l’unico elemento determinante per un inverno rigido, poiché condizioni miti restano possibili.
La bassa copertura di ghiaccio marino è concentrata principalmente attorno alla Groenlandia e nei mari di Barents-Kara, una situazione che può incentivare un blocco atmosferico più stabile sulla Groenlandia e un Vortice Polare più debole, favorendo discese di aria fredda. Tuttavia, l’incertezza dei modelli lascia aperte molte possibilità per l’inverno.
Anomalie di temperatura: come influenzano il meteo inverno 2024-2025
Anche le anomalie di temperatura della superficie del mare (SST) svolgono un ruolo importante. Attualmente, un evento di La Niña moderato tende a favorire inverni più freddi in Asia orientale e nel nord degli Stati Uniti. Le SST elevate nel Pacifico settentrionale potrebbero, però, attenuare questo raffreddamento, favorendo un inverno nel complesso meno freddo nell’emisfero settentrionale.
In sintesi, la complessità e l’incertezza del quadro meteo rendono le prossime settimane decisive per capire se fattori come l’accumulo di neve in Asia, le basse SST e la ridotta estensione del ghiaccio marino influenzeranno il Vortice Polare abbastanza da portare un inverno rigido.










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