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Meteo2

Niña fortissima, meteo inverno 2023 tra gelo crisi di gas?

Redazione Meteo2
26/08/2022 - 09:15
Niña fortissima, meteo inverno 2023 tra gelo crisi di gas?

la nina inverno 7547 - La Niña fortissima, meteo all’opposto. Inverno rischio di gelo in crisi di gas

La Niña influenzerà l’Emisfero nord nei prossimi mesi profondamente, inasprendo il clima estremo, estendendo la sua azione all’Inverno, generando ampi periodi con condizioni meteo climatiche con acute anomalie.

 

Vari esperti americani scrivono: il Vortice Polare al contempo è atteso intenso, ma con rotture associati a periodi con una N.A.O. negativa. Un tal mix di teleconnessioni andrebbe a innescare una raffica di estremizzazioni climatiche su tutto l’Emisfero settentrionale, determinando condizioni meteo caotiche.

 

L’Europa è molto sensibile ai due indici di comportamento del clima, la N.A.O. e A.O., soprattutto al posizionamento dell’Alta Pressione delle Azzorre e Bahamas che regola la rotta delle correnti perturbate.

L’Europa è altresì vulnerabile al Vortice Polare invernale.

 

L’Italia sarà influenzata sino a gran parte dell’Inverno, oltre che l’Autunno, dalle calde acque mediterranee, che andranno a generare sistemi nuvolosi con precipitazioni anche estreme.

 

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I modelli matematici sul clima prospettano per ampi periodi dell’Inverno, l’Alta Pressione russo siberiana insolitamente molto ad occidente, con il rischio che le basse pressioni mediterranee facilitino l’ingresso di aria fredda in Italia attraverso i Balcani, che contrasterebbe con le calde acque del Mediterraneo, rinvigorendo i centri depressionari.

LEGGI ANCHE

Meteo prossima settimana, di nuovo caldo africano seguito da cambio brusco

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Sarebbero le ideali condizioni per periodi freddi ed anche con forti nevicate. Ma qui si va sulla teoria vista analizzando la globalità delle anomalie prospettate dai modelli matematici stagionali del Centro Meteo Europeo e quelli americani del NCEP.

 

Gelo dalla Siberia verso la Russia europea concretizzabile già da fine novembre. E qui interviene da subito un gran guaio per l’Europa, ma anche quei Paesi dell’est del nostro Continente che avranno penuria di gas. Oltretutto il problema è rappresentato dai i costi delle forniture di energia a famiglie ed imprese, che di fronte al rischio di un inverno più freddo rispetto alle ultime stagioni, rischiano disagi considerevoli, troppo sottovalutati ad oggi ovunque.

 

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Quando scritto è una logica conseguenza anche solo di un Inverno nella norma, che poi la normalità ai tempi d’oggi è sempre più sballata per i repentini cambiamenti climatici.

 

Ma torniamo a parlare di La Niña e della sua influenza attesa per il prossimo inverno. In Italia gli ultimi inverni sono trascorsi con La Niña molto attiva, eppure non si possono definire particolarmente rigidi, e nemmeno con un eccesso di precipitazioni, ma su ciò dobbiamo fare delle precisazioni.

 

“L’Autunno 2021 e l’Inverno 2021-2022 sono stati fortemente deficitari di precipitazioni in Europa per la presenza di un forte anticiclone che ha sbarrato le correnti oceaniche.”

 

“L’Estate 2021 ha prodotto precipitazioni estreme in ampie parti del Nord Italia, al contrario l’Estate 2022 è siccitosa.”

 

“L’Autunno 2021 ha avuto dei deficit di pioggia notevoli, ma allo stesso tempo periodi molto piovosi su alcune aree d’Italia, estremizzandone la stagione.”

 

“L’inizio dell’Inverno meteorologico 2020/2021 ha visto piogge record in quasi tutta Italia, con il rischio di alluvioni e l’esondazione dei grandi e piccoli fiumi. Il dicembre 2020 è stato piovosissimo, mentre al contrario, quello 2021 assai più asciutto, con un fine anno in Italia e Mediterraneo occidentale, con caldo invernale record.”

 

Insomma, abbiamo vissuto e viviamo un’estremizzazione climatica con gli opposti di caldo, secco, pioggia e neve.

 

Durante gli ultimi Inverni, alcune aree del nostro Emisfero, come succede ed è avvenuto nell’Emisfero Australe, hanno vissuto notevoli ondate di gelo e neve, con eventi meteo estremi intervallati da periodi molto caldi, una reale estremizzazione climatica.

 

 

Sul freddo, tema che scotta quest’anno per noi europei, ci domandiamo cosa succederebbe se ci fosse anche solo un’ondata di freddo, moderata come alcuni Inverni recenti, si veda la neve su Roma e persino Napoli, lo Stretto di Messina, le coste adriatiche. O ancor peggio come quella del febbraio 2012 in Italia. In circa due settimane e mezzo di quel mese che si ebbero notevoli nevicate e gelo. Eppure, l’Inverno 2011/2012 non è stato classificato come un Inverno rigido, e le previsioni meteo climatiche (stagionali) non traccerebbero con largo anticipo eventi meteo del genere.

 

La Niña può aumentare la potenza di un altro indice di comportamento del clima, la N.A.O. negativa. Questa porta maltempo nel Mediterraneo, e nel semestre freddo, clima fresco e umido, che ampie aree d’Italia vuol dire che farà freddo, con maggiori necessità di energia per il riscaldamento, e vista la mancanza del sole, illuminare gli ambienti.

La domanda è, chi si potrà permettere di scalarsi questo Inverno??? La Germania ha in programma l’allestimento di spazi dove chi non si potrà permettere di scaldare la casa, di rifugiarsi, quantomeno nell’evenienza di ondata di gelo.

 

Il Mar Mediterraneo viene visto dai modelli matematici con precipitazioni oltre la media nel settore centrale (dove siamo noi) e quello occidentale. Una tale evoluzione climatica attiverebbe una gran variabilità invernale.

 

Tutte le proiezioni indicano che si potrebbero verificare ottime nevicate sulle Alpi, come anche parte dell’Appennino, in specie con l’ingresso di aria fredda dai Balcani. Ebbene, se l’aria fredda balcanica dovesse sbuffare verso il “Nord Italia tra fine Novembre e i primi di Dicembre, sia i mese natalizio che Gennaio indicati con temperature nella media, sarebbero piuttosto nevosi e rigidi nelle regioni settentrionali, e la Val Padana intrappolerebbe il freddo per lunghi periodi con il noto cuscinetto freddo.”

 

La Niña dovrebbe decadere nei primi mesi del 2023, ma non ci sarebbe subito El Niño a rimpiazzarla. Per altro, all’attenuazione di La Niña si rischia uno sconquasso delle condizioni atmosferiche globali.

 

“La Niña in ampie regioni attorno al Pacifico provoca alluvioni e siccità, mentre nelle stesse aree con Il Niño hanno effetti opposti. Ciò vuol dire che in quelle regioni si passerà da un periodo secco a particolarmente umido se non alluvionale, in altre da grandi precipitazioni a siccità. In Europa l’influenza avviene quando tali eventi si approssimano a raggiungere l’apice, oppure quando si crea una situazione estrema come una lunghissima, eccezionale durata di La Niña.”

 

El Niño ha un effetto anche sul clima europeo, e in genere se non fortemente influenzato da altri indici di comportamento del clima, favorisce un inverno mite sull’Europa.

 

La Niña dovrebbe generare rigidità.

 

Ma con El Niño le ondate di gelo in Europa si presentano lo stesso, in teoria sarebbero meno probabili. Nel nostro Continente ha assunto un ruolo determinante l’anomalia dell’Anticiclone delle Azzorre e Bahamas, che d’Inverno, se non dall’Autunno, si stabilisce troppo verso l’Europa, ostacolando il transito dei sistemi nuvolosi perturbati, e quindi rallentando le precipitazioni. Da qui anche la siccità gravissima che c’è in Europa.

 

Ma la siccità di rilevanza storica interessa varie aree dell’Asia e del Nord America e ciò potrebbe essere causato dalla forza e durata estrema La Niña, anche se una spiegazione univoca manca.

Meteo giornale

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Vari esperti americani scrivono: il Vortice Polare al contempo è atteso intenso, ma con rotture associati a periodi con una N.A.O. negativa. Un tal mix di teleconnessioni andrebbe a innescare una raffica di estremizzazioni climatiche su tutto l’Emisfero settentrionale, determinando condizioni meteo caotiche.

 

L’Europa è molto sensibile ai due indici di comportamento del clima, la N.A.O. e A.O., soprattutto al posizionamento dell’Alta Pressione delle Azzorre e Bahamas che regola la rotta delle correnti perturbate.

L’Europa è altresì vulnerabile al Vortice Polare invernale.

 

L’Italia sarà influenzata sino a gran parte dell’Inverno, oltre che l’Autunno, dalle calde acque mediterranee, che andranno a generare sistemi nuvolosi con precipitazioni anche estreme.

 

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I modelli matematici sul clima prospettano per ampi periodi dell’Inverno, l’Alta Pressione russo siberiana insolitamente molto ad occidente, con il rischio che le basse pressioni mediterranee facilitino l’ingresso di aria fredda in Italia attraverso i Balcani, che contrasterebbe con le calde acque del Mediterraneo, rinvigorendo i centri depressionari.

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Gelo dalla Siberia verso la Russia europea concretizzabile già da fine novembre. E qui interviene da subito un gran guaio per l’Europa, ma anche quei Paesi dell’est del nostro Continente che avranno penuria di gas. Oltretutto il problema è rappresentato dai i costi delle forniture di energia a famiglie ed imprese, che di fronte al rischio di un inverno più freddo rispetto alle ultime stagioni, rischiano disagi considerevoli, troppo sottovalutati ad oggi ovunque.

 

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Quando scritto è una logica conseguenza anche solo di un Inverno nella norma, che poi la normalità ai tempi d’oggi è sempre più sballata per i repentini cambiamenti climatici.

 

Ma torniamo a parlare di La Niña e della sua influenza attesa per il prossimo inverno. In Italia gli ultimi inverni sono trascorsi con La Niña molto attiva, eppure non si possono definire particolarmente rigidi, e nemmeno con un eccesso di precipitazioni, ma su ciò dobbiamo fare delle precisazioni.

 

“L’Autunno 2021 e l’Inverno 2021-2022 sono stati fortemente deficitari di precipitazioni in Europa per la presenza di un forte anticiclone che ha sbarrato le correnti oceaniche.”

 

“L’Estate 2021 ha prodotto precipitazioni estreme in ampie parti del Nord Italia, al contrario l’Estate 2022 è siccitosa.”

 

“L’Autunno 2021 ha avuto dei deficit di pioggia notevoli, ma allo stesso tempo periodi molto piovosi su alcune aree d’Italia, estremizzandone la stagione.”

 

“L’inizio dell’Inverno meteorologico 2020/2021 ha visto piogge record in quasi tutta Italia, con il rischio di alluvioni e l’esondazione dei grandi e piccoli fiumi. Il dicembre 2020 è stato piovosissimo, mentre al contrario, quello 2021 assai più asciutto, con un fine anno in Italia e Mediterraneo occidentale, con caldo invernale record.”

 

Insomma, abbiamo vissuto e viviamo un’estremizzazione climatica con gli opposti di caldo, secco, pioggia e neve.

 

Durante gli ultimi Inverni, alcune aree del nostro Emisfero, come succede ed è avvenuto nell’Emisfero Australe, hanno vissuto notevoli ondate di gelo e neve, con eventi meteo estremi intervallati da periodi molto caldi, una reale estremizzazione climatica.

 

 

Sul freddo, tema che scotta quest’anno per noi europei, ci domandiamo cosa succederebbe se ci fosse anche solo un’ondata di freddo, moderata come alcuni Inverni recenti, si veda la neve su Roma e persino Napoli, lo Stretto di Messina, le coste adriatiche. O ancor peggio come quella del febbraio 2012 in Italia. In circa due settimane e mezzo di quel mese che si ebbero notevoli nevicate e gelo. Eppure, l’Inverno 2011/2012 non è stato classificato come un Inverno rigido, e le previsioni meteo climatiche (stagionali) non traccerebbero con largo anticipo eventi meteo del genere.

 

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La domanda è, chi si potrà permettere di scalarsi questo Inverno??? La Germania ha in programma l’allestimento di spazi dove chi non si potrà permettere di scaldare la casa, di rifugiarsi, quantomeno nell’evenienza di ondata di gelo.

 

Il Mar Mediterraneo viene visto dai modelli matematici con precipitazioni oltre la media nel settore centrale (dove siamo noi) e quello occidentale. Una tale evoluzione climatica attiverebbe una gran variabilità invernale.

 

Tutte le proiezioni indicano che si potrebbero verificare ottime nevicate sulle Alpi, come anche parte dell’Appennino, in specie con l’ingresso di aria fredda dai Balcani. Ebbene, se l’aria fredda balcanica dovesse sbuffare verso il “Nord Italia tra fine Novembre e i primi di Dicembre, sia i mese natalizio che Gennaio indicati con temperature nella media, sarebbero piuttosto nevosi e rigidi nelle regioni settentrionali, e la Val Padana intrappolerebbe il freddo per lunghi periodi con il noto cuscinetto freddo.”

 

La Niña dovrebbe decadere nei primi mesi del 2023, ma non ci sarebbe subito El Niño a rimpiazzarla. Per altro, all’attenuazione di La Niña si rischia uno sconquasso delle condizioni atmosferiche globali.

 

“La Niña in ampie regioni attorno al Pacifico provoca alluvioni e siccità, mentre nelle stesse aree con Il Niño hanno effetti opposti. Ciò vuol dire che in quelle regioni si passerà da un periodo secco a particolarmente umido se non alluvionale, in altre da grandi precipitazioni a siccità. In Europa l’influenza avviene quando tali eventi si approssimano a raggiungere l’apice, oppure quando si crea una situazione estrema come una lunghissima, eccezionale durata di La Niña.”

 

El Niño ha un effetto anche sul clima europeo, e in genere se non fortemente influenzato da altri indici di comportamento del clima, favorisce un inverno mite sull’Europa.

 

La Niña dovrebbe generare rigidità.

 

Ma con El Niño le ondate di gelo in Europa si presentano lo stesso, in teoria sarebbero meno probabili. Nel nostro Continente ha assunto un ruolo determinante l’anomalia dell’Anticiclone delle Azzorre e Bahamas, che d’Inverno, se non dall’Autunno, si stabilisce troppo verso l’Europa, ostacolando il transito dei sistemi nuvolosi perturbati, e quindi rallentando le precipitazioni. Da qui anche la siccità gravissima che c’è in Europa.

 

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