La quarta ondata di caldo dell’estate 2026 è ormai pronta a interessare gran parte della Penisola. Dopo alcuni giorni caratterizzati da temperature più vicine alle medie stagionali grazie al passaggio di correnti più fresche atlantiche, l’alta pressione subtropicale tornerà rapidamente a espandersi verso il Mediterraneo centrale, favorendo un deciso aumento delle temperature su quasi tutta l’Italia.
Secondo le ultime elaborazioni dei principali modelli meteorologici internazionali, tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto assisteremo a una nuova fase stabile e soleggiata, accompagnata da valori termici nuovamente superiori alle medie del periodo.
Quando arriverà la quarta ondata di caldo?
La nuova espansione dell’anticiclone africano inizierà a manifestarsi già nei prossimi giorni, ma sarà tra giovedì 30 e sabato 1° agosto che il caldo raggiungerà la massima intensità.
L’alta pressione, alimentata da masse d’aria molto calde provenienti dal Nord Africa, favorirà condizioni di tempo stabile con cieli in prevalenza sereni e ventilazione generalmente debole. Saranno proprio l’assenza di precipitazioni e il forte soleggiamento a permettere un rapido incremento delle temperature.
Le aree maggiormente interessate saranno:
- Pianura Padana;
- regioni tirreniche del Centro;
- zone interne del Centro-Sud;
- Sardegna;
- Sicilia.
Temperature in aumento: possibili punte fino a 40°C
La quarta ondata di caldo porterà valori decisamente elevati soprattutto nelle zone interne.
Le temperature massime potranno raggiungere:
- 34-36°C su molte città del Nord;
- 35-37°C sulle regioni centrali;
- 36-38°C al Sud;
- punte comprese tra 39 e 40°C nelle aree interne di Sicilia e Sardegna.
Anche durante le ore notturne il caldo tenderà ad aumentare sensibilmente, specie nei grandi centri urbani dove torneranno le cosiddette notti tropicali, con temperature che difficilmente scenderanno sotto i 22-25°C.
Perché il caldo torna così rapidamente?
Il ritorno del caldo è legato alla nuova rimonta dell’anticiclone subtropicale africano, che dopo essere stato temporaneamente indebolito dalle correnti atlantiche riuscirà nuovamente ad occupare gran parte dell’Europa meridionale.
L’assetto della circolazione atmosferica favorirà infatti la risalita di aria molto calda dal deserto del Sahara verso il Mediterraneo centrale, mantenendo condizioni di stabilità e limitando l’arrivo di nuove perturbazioni.
In questo contesto i temporali saranno pochi e confinati prevalentemente alle aree alpine durante le ore più calde della giornata.
Quanto durerà la quarta ondata di caldo?
È ancora presto per stabilire con precisione la durata della nuova fase rovente.
Gli scenari attualmente disponibili indicano che il dominio dell’alta pressione potrebbe proseguire almeno durante il primo weekend di agosto, mantenendo temperature superiori alla norma su gran parte della Penisola.
Successivamente aumentano le incertezze previsionali: alcuni modelli ipotizzano un graduale cedimento dell’anticiclone con il possibile ritorno di correnti atlantiche, mentre altri continuano a mostrare un’estate ancora dominata dall’alta pressione africana.
Le città dove il caldo potrebbe farsi sentire maggiormente
Le aree urbane saranno quelle maggiormente esposte agli effetti della nuova ondata di calore. Tra le città che potrebbero registrare le temperature più elevate figurano:
- Bologna;
- Firenze;
- Roma;
- Perugia;
- Campobasso;
- Foggia;
- Potenza;
- Cagliari;
- Palermo.
Nelle grandi città, oltre alle elevate temperature diurne, sarà soprattutto l’afa a rendere particolarmente pesante la percezione del caldo.
Quarta ondata di caldo: cosa aspettarsi nei prossimi giorni
La tendenza appare ormai ben delineata: dopo una breve pausa, l’estate torna a mostrare il suo volto più caldo. La quarta ondata di caldo riporterà condizioni pienamente estive su tutta l’Italia, con giornate soleggiate, precipitazioni molto scarse e temperature in costante aumento.
Nei prossimi aggiornamenti sarà importante capire se questa nuova fase anticiclonica riuscirà a protrarsi anche oltre l’inizio di agosto oppure se l’atmosfera tornerà a favorire l’ingresso di correnti più fresche dal Nord Atlantico.