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Caldo · 25 Luglio 2026 ore 07:50

Torna il caldo africano, ecco le regioni interessate

Un promontorio anticiclonico di origine nordafricana porta temperature fino a 40°C sulle regioni meridionali e interne. L'afa colpisce soprattutto la Pianura Padana, dove umidità e caldo renderanno opprimente il pomeriggio.

Gianfranco Spensieri In redazione Gianfranco Spensieri
Torna il caldo africano, ecco le regioni interessate

Settimana prossima torna il caldo africano a conquistare con decisione la scena meteorologica sull’intera penisola italiana, determinando un brusco e generalizzato rialzo delle temperature e riportando condizioni di spiccata stabilità atmosferica abbinate a un tasso di umidità in costante aumento. Gli ultimi aggiornamenti provenienti dai principali centri di calcolo internazionali evidenziano infatti il progressivo consolidamento di un vasto promontorio anticiclonico di origine sub-tropicale continentale. Questa struttura di alta pressione, risalendo direttamente dalle latitudini nordafricane, andrà a posizionare il proprio nucleo più caldo e stabile proprio sul bacino centro-occidentale del Mar Mediterraneo, inglobando gran parte delle regioni italiane e determinando una prolungata fase di caldo intenso, talvolta opprimente.

La dinamica atmosferica: l’espansione dell’anticiclone sub-tropicale

Per comprendere appieno cosa attenderci nei prossimi giorni è fondamentale analizzare la configurazione sinottica su scala europea. L’affondo di una saccatura depressionaria di matrice atlantica verso le coste nord-occidentali della Penisola Iberica provocherà, per reazione termodinamica, un richiamo di correnti molto calde e secche in risalita dal deserto del Sahara verso l’Italia. Questo meccanismo a “forbice” o ad “asse di saccatura” è la causa principale delle più severe ondate di calore che caratterizzano l’estate mediterranea.

Man mano che l’aria calda risale verso nord, tende a compressione adiabaticamente nei bassi strati a causa dei moti di subsidenza atmosferica associati all’alta pressione. La subsidenza non fa altro che spingere l’aria verso il basso, riscaldandola ulteriormente e schiacciando l’umidità nei livelli prossimi al suolo. Il risultato è la formazione di una vera e propria cappa calda, priva di ventilazione significativa, che favorisce l’accumulo progressivo di calore giorno dopo giorno.

Le previsioni meteo nel dettaglio: la scansione temporale dell’ondata di calore

L’incremento termico non avverrà in modo istantaneo su tutto il territorio, ma seguirà una progressione ben precisa a partire dai primi giorni della settimana:

  • Inizio settimana (Lunedì e Martedì): Le prime avvisaglie del cambio di regime si faranno sentire a partire dalle regioni occidentali e dalle due Isole Maggiori. Le temperature massime cominceranno a salire oltre i medie stagionali, attestandosi mediamente tra i 32°C e i 35°C sulle pianure del Nord, lungo la fascia tirrenica e nelle zone interne della Sardegna e della Sicilia. I cieli si presenteranno in prevalenza sereni o poco nuvolosi, con soltanto qualche isolata velatura di passaggio.

  • Avanzamento della bolla calda (Mercoledì e Giovedì): L’anticiclone africano raggiungerà il suo picco di estensione ed intensità. Il termometro subirà una decisa impennata verso l’alto su tutta l’Italia. Le aree interne peninsulari e le vallate lontane dal mare registreranno i valori più elevati, con punte locali capaci di toccare o persino superare la soglia dei 38-40°C.

  • Fine settimana: La bolla d’aria calda continuerà a stazionare sull’Italia, estendendo il suo raggio d’azione anche al Nord-Est e lungo il versante adriatico. La ventilazione risulterà per lo più debole e a regime di brezza lungo le coste, incapace di portare un reale refrigerio nelle zone interne.

Le regioni più colpite dalle temperature estreme

La distribuzione del calore non sarà del tutto omogenea, ma presenterà sfumature differenti a seconda della topografia locale e della distanza dal mare.

Nord Italia e Pianura Padana

In Pianura Padana, tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, l’elemento caratterizzante sarà l’elevato tasso di umidità relativa. Qui l’effetto combinato di alte temperature (fino a 36-38°C) e scarso ricambio d’aria favorirà condizioni di afa intensa. L’indice di calore percepirà valori decisamente superiori a quelli reali misurati dai termometri, rendendo le ore centrali della giornata particolarmente gravose.

Centro Italia e vallate interne

Toscana, Umbria, Lazio e zone interne delle Marche e dell’Abruzzo vedranno salire i termometri su valori ragguardevoli. Città come Firenze, Terni e Roma sperimenteranno massime comprese tra i 37°C e i 39°C. Nelle vallate pianeggianti della Toscana e dell’Umbria la scarsa ventilazione accentuerà la sensazione di calore opprimente fin dalle prime ore del pomeriggio.

Sud e Isole Maggiori

Il Sud Italia e le Isole Maggiori rappresenteranno il cuore battente dell’ondata di calore. La Sardegna interna, la Sicilia centro-meridionale, la Tavoliere della Puglia e la Basilicata vedranno i picchi termici più elevati della penisola, con possibilità concreta di toccare i 40°C nei fondovalle più riparati dalla brezza marina. Lungo le coste la presenza del mare mitigherà parzialmente le temperature massime, ma farà salire notevolmente l’umidità.

Notti tropicali e il fenomeno dell’isola di calore urbana

Uno degli aspetti più critici legato al ritorno del caldo africano è rappresentato dalle cosiddette notti tropicali. Vengono definite tali le notti in cui la temperatura minima non scende al di sotto dei 20°C. Nelle grandi aree metropolitane, tuttavia, le minime rischiano di stazionare persino sopra i 24-25°C per gran parte della notte.

Questo fenomeno è fortemente amplificato dall’isola di calore urbana: l’asfalto, il cemento e gli edifici assorbono una quantità enorme di radiazione solare durante il giorno e la rilasciano lentamente sotto forma di calore infrarosso durante le ore notturne. La mancanza di ventilazione e l’assenza di aree verdi adeguate impediscono al terreno di raffreddarsi, ostacolando il fisiologico riposo notturno delle persone e mantenendo elevato lo stress termico anche nelle ore buie.

Impatti sulla salute e consigli pratici di prevenzione

Affrontare un’ondata di calore di questa portata richiede attenzione e cautela, soprattutto per i soggetti più vulnerabili come anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone affette da patologie croniche o cardiovascolari.

Per ridurre al minimo i rischi di colpi di calore, disidratazione e cali di pressione, è opportuno seguire alcune fondamentali regole comportamentali:

  1. Idratazione costante: Bere abbondante acqua durante tutto il corso della giornata, senza attendere lo stimolo della sete. È preferibile evitare bevande zuccherate, alcolici o eccessivamente fredde.

  2. Gestione dell’alimentazione: Prediligere pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura fresca di stagione, capaci di reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione.

  3. Protezione dalle ore calde: Evitare l’esposizione diretta al sole e l’attività fisica intensa all’aperto nelle ore centrali della giornata, indicativamente tra le 11:00 e le 18:00.

  4. Climatizzazione intelligente: Utilizzare condizionatori e ventilatori in modo responsabile, evitando sbalzi termici eccessivi tra l’ambiente interno e l’esterno. Si consiglia di mantenere una differenza termica non superiore ai 6-7°C.

  5. Schermatura delle abitazioni: Chiudere persiane, tapparelle e tende durante le ore diurne per bloccare l’ingresso dell’irraggiamento solare, arieggiando i locali solo durante la notte o nelle prime ore del mattino.

Conseguenze su agricoltura, ambiente e risorse idriche

L’arrivo improvviso di temperature così elevate comporta ripercussioni significative anche sul comparto agricolo ed ecosistemico. Le colture estive, già sottoposte al normale ciclo stagionale, rischiano di subire un forte stress idrico e termico, con possibili danni alla maturazione dei frutti e cali nella resa produttiva.

Inoltre, la combinazione di alte temperature, assenza di precipitazioni e aria secca aumenta esponenzialmente il rischio di incendi boschivi, richiedendo massima attenzione nell’evitare qualsiasi comportamento che possa innescare roghi involontari nelle aree rurali e montane. Anche i bacini idrici e i corsi d’acqua vedranno un incremento del tasso di evaporazione, sollecitando ulteriormente le riserve idriche destinate all’uso idropotabile e agricolo.

Cambiamenti climatici e il ruolo dell’anticiclone africano

Negli ultimi decenni si è assistito a una profonda mutazione dell’estate mediterranea. Se fino agli anni ’80 e ’90 la stagione estiva in Italia era dominata con relativa regolarità dall’Anticiclone delle Azzorre – caratterizzato da clima mite, temperature gradevoli e valori raramente superiori ai 32-33°C – l’attuale scenario climatico vede un sempre più frequente ed esteso posizionamento dell’Anticiclone Sub-tropicale Africano.

Questo cambiamento di assetto atmosferico è strettamente correlato al riscaldamento globale e al progressivo avanzamento verso nord delle celle di circolazione tropicale. Di conseguenza, le odate di calore non rappresentano più un evento eccezionale o sporadico, bensì una caratteristica ricorrente e strutturale dei nostri mesi estivi, imponendo nuove strategie di adattamento a livello urbano, sanitario e gestionale.

Sono previsti temporali di calore durante la settimana?

L’elevata stabilità atmosferica garantita dall’anticiclone limiterà fortemente lo sviluppo della nuvolosità cumuliforme. Soltanto lungo l’arco alpino e in maniera del tutto isolata sulla dorsale appenninica centro-settentrionale si potranno verificare brevi e locali temporali di calore durante le ore pomeridiane.

Quali saranno le città più calde?

Le temperature più alte si registreranno nelle zone interne della Sardegna e della Sicilia, in Puglia (specie sul Tavoliere), nella piana di Firenze, a Terni, Roma e nelle aree di pianura tra Emilia-Romagna e Veneto, dove il caldo sarà accentuato da un forte tasso di umidità.

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