Come funziona il modello meteo di Meteo2
Le previsioni che leggi su Meteo2 non arrivano da un servizio esterno: vengono calcolate ogni giorno sui nostri server con una catena di modelli numerici che parte dalla scala globale e arriva al singolo comune italiano. È una differenza che non si vede nel titolo di una pagina, ma si sente nel dettaglio della previsione — soprattutto in montagna, lungo le coste e nelle valli, dove il tempo cambia nel giro di pochi chilometri.
Una catena di modelli, dal pianeta al paese
Prevedere il tempo su un territorio come quello italiano richiede più passaggi. Si parte da un modello globale, che descrive l’atmosfera di tutto il pianeta con una griglia larga: fornisce il quadro generale, le grandi figure bariche, le masse d’aria in movimento. La sua risoluzione tipica è dell’ordine dei 25 chilometri.
Quel quadro viene poi ristretto e infittito. Il secondo anello della catena è BOLAM, un modello ad area limitata che copre l’Europa e il Mediterraneo con una griglia di circa 8 chilometri e spinge la previsione fino a tre giorni.
L’ultimo anello è MOLOCH, che lavora sull’Italia con una griglia di 1,25 chilometri e copre le 48 ore successive. MOLOCH non riparte da zero: viene annidato dentro BOLAM, cioè riceve da lui le condizioni iniziali e quelle ai bordi del dominio, e le raffina.
Entrambi i modelli sono stati sviluppati dal gruppo di modellistica numerica dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR (CNR-ISAC), con sede a Bologna, a partire dalla fine degli anni Novanta. Sono usati per la ricerca, per il supporto alla protezione civile e in ambito operativo da diversi enti italiani.
Perché 1,25 chilometri cambiano la previsione
La risoluzione di un modello è la dimensione della maglia con cui divide il territorio. Dentro una casella tutto viene trattato come uniforme: una sola quota, un solo tipo di suolo, un solo valore di temperatura.
In un quadrato di 25 chilometri di lato possono starci comodamente il mare e una montagna di mille metri, un fondovalle e un crinale, una città e un bosco. Il modello globale li vede come un’unica cosa, e restituisce una media che non descrive bene nessuno dei due.
Con una maglia di 1,25 chilometri quel quadrato si divide in circa quattrocento caselle. L’orografia viene rappresentata molto più fedelmente, e con lei tutti i fenomeni che dall’orografia dipendono: le brezze, le inversioni termiche nelle conche, la pioggia che si scarica sul versante esposto e lascia asciutto quello opposto, la neve che cade a una quota precisa.
C’è poi una differenza tecnica che conta più di quanto sembri. BOLAM è un modello idrostatico: assume che l’atmosfera sia in equilibrio verticale, un’approssimazione ottima alle scale larghe. MOLOCH è non idrostatico, cioè calcola esplicitamente i moti verticali dell’aria. È quello che serve per rappresentare i temporali, le celle convettive, i rovesci intensi e localizzati.
Come si arriva dalla griglia al tuo comune
Il modello produce campi tridimensionali: temperatura, umidità, vento, pressione, precipitazione, nuvolosità, calcolati su 60 livelli verticali in atmosfera e 13 livelli di suolo, ora per ora.
Da quei campi estraiamo, per ciascuno degli 8.046 comuni italiani, i valori corrispondenti alla sua posizione: temperatura, pioggia attesa, intensità e direzione del vento, condizione del cielo. Il risultato è quello che trovi nelle pagine località: le prossime 48 ore ora per ora, più la tendenza dei giorni successivi.
Oltre le 48 ore
MOLOCH copre due giorni. Per il periodo successivo Meteo2 utilizza i dati aperti del modello europeo ECMWF, riconosciuto come il riferimento internazionale per la previsione a medio termine, che estende l’orizzonte fino al settimo giorno.
La divisione dei ruoli è netta e voluta: alta risoluzione dove serve il dettaglio, cioè oggi e domani; modello globale di riferimento dove conta la tendenza, cioè da dopodomani in avanti.
Due aggiornamenti al giorno
La catena viene rieseguita due volte al giorno, sulle corse delle 00 e delle 12 UTC, appena i dati di partenza sono disponibili. Ogni giro ricalcola tutto da capo: il modello globale, BOLAM sull’Europa, MOLOCH sull’Italia, l’estrazione dei dati comune per comune e la pubblicazione sul sito.
Cosa significa in pratica
Nessun modello indovina sempre, e nessuna previsione è una certezza: l’atmosfera resta un sistema caotico e oltre qualche giorno l’incertezza cresce inevitabilmente. Ma tra una previsione calcolata su una maglia di 25 chilometri e una calcolata su una maglia di 1,25 la differenza è concreta, e si vede soprattutto nei posti dove il territorio è complicato — cioè, in Italia, quasi ovunque.
È il motivo per cui abbiamo scelto di far girare la catena in proprio invece di rivendere i dati di qualcun altro.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra BOLAM e MOLOCH?
BOLAM copre l’Europa con una griglia di circa 8 chilometri e arriva a tre giorni; MOLOCH copre l’Italia con una griglia di 1,25 chilometri e arriva a due giorni. MOLOCH è annidato dentro BOLAM, cioè ne riceve le condizioni iniziali e ai bordi.
Chi ha sviluppato questi modelli?
Il gruppo di modellistica numerica dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR (CNR-ISAC), sede di Bologna, a partire dalla fine degli anni Novanta.
Perché la risoluzione è così importante?
Perché dentro una casella della griglia il modello tratta il territorio come uniforme. Con maglie da 25 chilometri, mare e montagna finiscono nella stessa casella. Con maglie da 1,25 chilometri l’orografia viene rappresentata realisticamente.
Ogni quanto si aggiornano le previsioni?
Due volte al giorno, sulle corse delle 00 e delle 12 UTC. Ogni ciclo ricalcola l’intera catena e aggiorna automaticamente le pagine di tutti i comuni.
Quanto sono affidabili le previsioni a sette giorni?
Molto meno di quelle a due giorni, ed è un limite fisico: l’atmosfera è un sistema caotico e piccole differenze iniziali si amplificano nel tempo. Oltre il terzo giorno una previsione va letta come tendenza.
Da dove vengono i dati oltre le 48 ore?
Dai dati aperti del modello europeo ECMWF, il riferimento internazionale per la previsione a medio termine, che copre dal terzo al settimo giorno.