La perturbazione numero 2 di gennaio arriverà sull’Italia al termine della giornata dell’Epifania, accompagnata da intense correnti meridionali che porteranno un clima più mite del normale. In questa fase, il Nordovest sarà il primo a risentire dell’instabilità, con piogge significative sull’alto Piemonte e sul Nordovest della Lombardia. In queste zone, la neve è prevista sopra i 1000-1500 metri di altitudine. Altrove, le precipitazioni saranno deboli e isolate, con qualche fenomeno occasionale su Lazio e Toscana. Durante la serata, la Liguria sarà interessata da piogge più intense.
Le condizioni meteo saranno influenzate da venti tesi di provenienza meridionale, che soffieranno con forza su quasi tutti i mari, in particolare sul mar Tirreno. Le temperature si manterranno sopra la media stagionale, confermando un’anomalia termica per il periodo.
Focus meteo su martedì 7 gennaio
La perturbazione raggiungerà il suo picco tra la notte dell’Epifania e la mattina del 7 gennaio, spostandosi verso il Centro-Nord e la Sardegna. Le piogge più abbondanti si concentreranno in Toscana, Lazio, Lombardia settentrionale e sul Nordest. Anche la Sardegna occidentale sarà coinvolta. Sulle Alpi, le nevicate continueranno sopra i 1000-1300 metri. Nel pomeriggio, il tempo migliorerà gradualmente, lasciando residui di instabilità solo sull’estremo Nordest e in Campania. I venti rimarranno forti, specialmente sul mar Ligure e sul mar Ionio, mentre le temperature continueranno a essere relativamente alte.
Tendenza meteo post-Epifania: ancora variabilità al Centro-Nord
Secondo gli ultimi aggiornamenti, la variabilità meteorologica potrebbe proseguire anche dopo l’Epifania, soprattutto sulle regioni del Centro-Nord. Giovedì 9 gennaio, una nuova perturbazione potrebbe attraversare rapidamente l’Italia, portando ulteriori precipitazioni. Tuttavia, le temperature resteranno sopra la media, delineando un contesto meteo anomalo per il mese di gennaio.
Conclusioni
Il meteo per l’Epifania 2025 sarà caratterizzato da una perturbazione attesa al termine della giornata, con piogge significative e neve a quote medio-alte sulle Alpi. Dopo il 6 gennaio, la variabilità continuerà a dominare il panorama meteorologico italiano, mantenendo le temperature più alte del normale. Una situazione che, salvo cambiamenti improvvisi, potrebbe influenzare anche la seconda parte del mese.
