Il vortice polare sta mostrando segnali di cedimento strutturale che potrebbero riscrivere completamente il volto meteorologico di marzo 2026. Nonostante un avvio di primavera meteorologica che sembrava voler anticipare i tempi con tepori quasi pasquali, le ultime analisi stratosferiche indicano un drastico cambio di rotta. Il fenomeno del cosiddetto “split” — ovvero la rottura in più lobi del grande ciclone gelido situato sopra il Polo Nord — è ormai una realtà monitorata costantemente dai principali centri di calcolo mondiali.
Riscaldamento stratosferico: lo Stratwarming di fine inverno
Tutto ha avuto inizio con un potente evento di Sudden Stratospheric Warming (SSW) rilevato tra la metà e la fine di febbraio. Le temperature a circa 30 km di altezza sopra l’Artico sono letteralmente schizzate verso l’alto, destabilizzando la coesione del vortice polare. Quando questo “muro di venti” che imprigiona il freddo alle alte latitudini si indebolisce, le masse d’aria gelida di origine artica sono libere di scivolare verso sud, invadendo l’Europa e il bacino del Mediterraneo.
Per l’Italia, le conseguenze di questo scacchiere atmosferico si manifesteranno in modo evidente durante la prima metà di marzo 2026. I modelli GFS e ECMWF concordano su una fase di estrema dinamicità: l’anticiclone africano, che ha dominato l’ultimo scorcio di febbraio, sarà costretto a ritirarsi verso l’Atlantico, aprendo un “corridoio” per le correnti polari.
Le previsioni per marzo 2026: neve e maltempo?
Secondo le tendenze attuali, il mese di marzo 2026 sarà caratterizzato da un’altalena termica vertiginosa. Ecco i punti chiave attesi per le prossime settimane:
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Prima decade di marzo: Un iniziale cedimento della pressione al Nord Italia favorirà il ritorno di piogge diffuse e un calo graduale delle temperature.
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Il rischio “Colpo di Coda”: Tra il 7 e il 15 marzo aumenta sensibilmente la probabilità di un’irruzione d’aria artica russa. In questa fase, non si escludono nevicate a quote basse o addirittura in pianura, specialmente sul versante adriatico e nelle regioni settentrionali.
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Incertezza e variabilità: La “lotta” tra l’aria calda subtropicale e il respiro gelido del vortice polare renderà il meteo estremamente instabile, con rapidi passaggi da giornate soleggiate a temporali e grandinate improvvise.
In conclusione, il vortice polare non ha ancora esaurito la sua forza distruttiva. La primavera del 2026 potrebbe dover attendere, lasciando spazio a un finale d’inverno che promette di essere tra i più turbolenti degli ultimi anni.
