Il monitoraggio sismico è un argomento cruciale per la sicurezza delle zone vulcaniche attive, e i Campi Flegrei, situati vicino a Napoli, sono una delle aree a più alto rischio sismico in Italia.
Un recente studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha dimostrato che il monitoraggio termico dallo spazio potrebbe svolgere un ruolo decisivo nell’allerta sismica, rivelando anomalie termiche al suolo giorni o addirittura settimane prima del verificarsi di forti terremoti.
Lo studio dell’INGV: monitorare la Terra dallo spazio
Il team di ricerca dell’INGV ha utilizzato i dati forniti dal sensore ECOSTRESS (ECOsystem Spaceborne Thermal Radiometer Experiment), un radiometro a infrarossi multispettrali montato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per monitorare le variazioni termiche nel suolo dei Campi Flegrei. Questo strumento consente di misurare la temperatura superficiale della Terra con una risoluzione spaziale estremamente dettagliata, di circa 70 metri, e offre la possibilità di osservare le stesse aree con una frequenza di circa tre giorni.
Monitoraggio delle immagini termiche
Le immagini termiche analizzate si riferiscono principalmente a due aree chiave della zona flegrea: Bocca Grande e Fangaia. Queste due regioni, situate all’interno della Solfatara di Pozzuoli, sono di grande interesse per i ricercatori poiché presentano caratteristiche vulcaniche diverse. Bocca Grande è il sito di numerose fumarole e rappresenta la principale fonte di emissioni di gas nell’area, mentre Fangaia non emette gas in atmosfera in modo diretto. Questa distinzione ha permesso di osservare variazioni termiche significative, in modo indipendente da influenze antropiche, come quelle derivanti dall’attività umana.
Variazioni termiche e terremoti: un legame diretto
Lo studio si è concentrato sul monitoraggio delle differenze di temperatura tra Bocca Grande e Fangaia nel periodo tra il 2021 e il 2022, applicando due diversi metodi statistici per analizzare i dati. I risultati sono sorprendenti: in prossimità di forti terremoti, come quelli che hanno scosso la regione tra il 2023 e il 2025, si sono verificate anomalie termiche che potrebbero essere utilizzate come indicatore per la previsione di eventi sismici.
Ad esempio, l’analisi ha mostrato che il terremoto di magnitudo 4.4, avvenuto il 20 maggio 2024, è stato preceduto da un aumento della temperatura di circa 5 °C tre giorni prima dell’evento. Un altro forte sisma, quello di magnitudo 4.2 del 27 settembre 2023, è stato anticipato da un incremento della temperatura superiore ai 7 °C sei giorni prima del suo verificarsi. Sebbene lo studio non abbia incluso l’ultima scossa di magnitudo 4.6 del 13 marzo 2025, essendo troppo recente, i dati precedenti suggeriscono che un aumento anomalo delle temperature possa essere considerato un segnale premonitore.
Un nuovo approccio per l’allerta sismica
Il monitoraggio termico dei Campi Flegrei è una tecnica ancora in fase di studio, ma i primi risultati sono promettenti. Le anomalie di temperatura rilevate attraverso diversi metodi statistici offrono un grado di sicurezza maggiore riguardo all’affidabilità dei dati e al loro legame con l’attività sismica della zona. Secondo Cristiano Fidani, co-autore dello studio, questi risultati confermano la validità del metodo e aprono nuove prospettive per la previsione dei terremoti.
“Le anomalie in temperatura evidenziate attraverso due analisi statistiche differenti ci rendono più fiduciosi riguardo al possibile legame tra la fluttuazione di temperatura superficiale e l’attività sismica dell’area”, ha dichiarato Fidani.
L’obiettivo è quello di riuscire a prevedere i terremoti con un margine di anticipo sufficiente per allertare la popolazione locale, offrendo una maggiore protezione per una zona che è stata più volte teatro di eruzioni vulcaniche e movimenti tellurici.
Il futuro del monitoraggio termico
L’importanza di questo studio non risiede solo nel miglioramento delle tecniche di monitoraggio sismico, ma anche nell’impiego di tecnologie spaziali come il sensore ECOSTRESS. Lo strumento permette di raccogliere dati estremamente accurati, che possono contribuire a migliorare la comprensione dei fenomeni naturali che precedono un terremoto, non solo nei Campi Flegrei, ma potenzialmente in altre aree vulcaniche e sismiche del mondo.
In futuro, il monitoraggio termico potrebbe diventare un pilastro delle strategie di allerta precoce in aree ad alto rischio sismico, fornendo un importante strumento per mitigare i danni e salvare vite umane. Il bradisismo dei Campi Flegrei, fenomeno di sollevamento e abbassamento della caldera vulcanica, continuerà ad essere osservato da vicino grazie a queste nuove tecnologie, che offrono speranze per una maggiore sicurezza delle popolazioni locali.
