Inverno 2022-2023 vedrà un meteo gelido e polare: inutile girarci intorno. Da metà dicembre la neve ricoprirà l’ Italia e ci avviamo a vivere l’ inverno più freddo degli ultimi 50 anni
METEO INVERNO 2022-2023 SARA’ PEGGIO DEL 1985. VERO O FALSO?
Quest’anno maggiormente rispetto ad altri si parla di gelo 1985, e ciò non a caso, in quanto la circolazione atmosferica generale sta mostrando un salto di qualità verso condizioni meteo rigorosamente invernali come non si vedevano da tempo, soprattutto per dicembre. Parliamo di prospettive, sempre da confermare.
Mappe nel fondo pagina.
Non sappiamo, e soprattutto nessuno può prevedere se avremo ondate di gelo di eccezionale intensità sino all’Italia, ancor meno se toccheranno un livello storico.
E allora perché se ne parla? Per quale motivo? Chi osserva l’andamento delle vastissime masse d’aria euroasiatiche avrà notato che l’anticiclone russo siberiano andrà a unirsi ad una roccaforte anticiclonica in Scandinavia. L’ultima previsione mensile di ECMWF (ovvero del Centro Meteo Europeo), prospetta per la prossima settimana un rinforzo di pressione atmosferica al suolo, addirittura altissima dalla Russia alla Scandinavia.
Ciò va inteso come un netto cambio di regime temporale su scala europea e la genesi del “blocco scandinavo”. Una configurazione favorevole all’influenza di masse d’aria continentali in Europa, e che potrebbero persino dilagare anche su parte d’Italia.
METEO LUNGO TERMINE
Il tutto con le dovute cautele, ma le proiezioni a più lungo termine, sempre del modello matematico europeo, e indicano scenari che avremmo voluto rimandare a tempi migliori, in considerazione del caro energia.
Però, una previsione ad una settimana ha un’attendibilità decisamente molto superiore rispetto a 15 giorni, così anche un mese. Per altro, il modello matematico europeo spinge le sue proiezioni sino alla prima decade di gennaio, dove rileva un’evoluzione tutt’altro che rassicurante per quanto concerne la possibilità di avere temperature sotto la media sull’Italia. Il tutto sarà da confermare, ma la visione a breve termine come quella che ha una validità ad una settimana, è da inverno d’altri tempi, anche se in Italia non ci saranno ondate di gelo e conseguenze estreme.
BLOCCO SCANDINAVO E GELO DIFFUSO
Il “blocco scandinavo” è una potente area di alta pressione che dirotta le perturbazioni verso sud, principalmente verso le basse latitudini. Quando quest’alta pressione si unisce all’anticiclone russo siberiano, l’aria fredda viene trascinata da est verso ovest piombando in Europa. Le basse pressioni che dall’Oceano Atlantico si portano verso il Mediterraneo catalizzano l’aria fredda verso sud, aumentando sensibilmente il rischio di freddo anche sull’Italia.
Freddo che poi andrebbe a combinarsi con condizioni atmosferiche avverse e precipitazioni, con la conseguenza di avere dedicate alle quote molto basse in Italia, persino pianura, come succede ogni qualvolta che giunge aria fredda continentale in un regime di bassa pressione.
Questo fenomeno non è da considerare raro anche se si è rarefatto nel tempo degli ultimi due decenni, mentre in precedenza succedeva decisamente molto più frequentemente, portando la neve abbondantissima in Appennino, e poi anche a quote molto basse in Adriatico, sino alle pianure e le coste.
Si dice che un tempo la neve cadeva con molta più abbondanza, ma tutto ciò è suffragato dai dati meteo reali, ovvero dalle statistiche. Ovverossia, negli ultimi due decenni vicini nevica sempre meno in Italia ed in Europa, e le ondate di gelo provenienti dalla Siberia si sono sensibilmente ridotte.
INVERNI OLD STYLE, PRIMA 1970 E POI IL 1985
Sino agli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso, un periodo di freddo proveniente dalla Siberia, oppure dalla Russia europea non era affatto anomalo, e si presentava che più di una volta durante l’inverno. Negli ultimi anni è quasi sparito, mentre l’ultima ondata di freddo proveniente da est particolarmente intensa è stata quella dell’ultimissima parte di febbraio 2018 e soprattutto i primi giorni di marzo. All’epoca si ebbero nevicate a quote basse in Italia, comprese le coste.
Va però fatta una premessa: le ondate di freddo continentali, ovvero quelle dalla Russia, non sono orientate a dare grandi nevicate nelle regioni del Nord Italia, che queste condizioni si trovano spesso con cielo sereno e gran freddo, ma anche con nebbia in Pianura Padana che gela anche di giorno. Per la neve Nord Italia dovrebbe transitare una perturbazione in una fase di addolcimento della temperatura. Invece, durante le ondate di freddo, con le basse pressioni mediterranee, la neve può cadere molto abbondante sul resto d’Italia.
Infatti, nel lontanissimo gennaio 1985, in una prima fase del Nord Italia non ebbe nevicate, se non qualche sporadico evento. Ma fu con la riduzione dell’ondata di gelo in Italia che si ebbe il transito di una perturbazione che fu la causa di nevicate eccezionali al Nord.
Citare il 1985 non è una previsione meteo o climatica, o che ci attendiamo che si replicherà un evento analogo, anche perché il meteo non si ripete. Citiamo quell’anno come riferimento noto per un evento di freddo straordinariamente intenso, oltre che per alimentare l’analisi che è iniziata l’altro ieri a livello europeo, che contempla quel fenomeno.
I modelli matematici propongono un eccezionale e anomalo, per questo periodo dell’anno, anticiclone russo siberiano con blocco scandinavo, ovvero unico grande anticiclone che dall’Asia orientale che si propagherà sino all’Europa, come mostrato nella cartina che alleghiamo.
Le conseguenze meteo nel dettaglio sono tutte da definire, ora come ora non possiamo delineale meglio di quanto svolto in questo approfondimento. Il rischio comunque è di avere un’ondata di freddo a dicembre di marcata intensità in Europa.
fonte mtg
