C’è una certa preoccupazione quest’anno per la possibilità di un inverno gelido, ma cosa dicono le previsioni stagionali? Non dobbiamo dimenticare che le previsioni meteo a lungo termine sono valide solo esponendo tendenze molto generali, e possono deluderci.
TRA METEO GELIDO E AUMENTO DEI PREZZI
L’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas desta sempre più preoccupazione, non solo per il fatto in sé, ma anche per il periodo in cui si sta verificando. A breve arriveranno i mesi invernali, nei quali dipenderemo maggiormente da queste risorse, e la loro scarsità e il prezzo elevato coincideranno con una maggiore domanda in tutto l’emisfero settentrionale.
Tuttavia, non tutti gli inverni sono uguali; una stagione mite potrebbe rendere le cose più facili mentre una stagione particolarmente brutta potrebbe complicare le cose più del previsto. Come sarà l’inverno 2022-2023?
La prima cosa a cui ci rivolgiamo di fronte a questi dubbi sono le note previsioni stagionali. Si tratta per lo più di previsioni sperimentali, molto generiche, di spiccato interesse scientifico e solitamente poco utili quando sono dirette al grande pubblico.
PREVISIONI METEO STAGIONALI A LUNGO TERMINE
Tuttavia, sono ampiamente utilizzate e fanno parte delle notizie che vengono frequentemente consultate nel campo della meteorologia. In un certo senso possono avere una validità importante quando sono elaborati da un punto di vista probabilistico e generale, concentrandosi sui modelli di circolazione globale e non tanto sulle previsioni locali.
DICEMBRE-GENNAIO-FEBBRAIO
Quest’anno in realtà le previsioni stagionali non mostrano un inverno particolarmente anomalo in termini di temperature medie in gran parte dell’Europa, né di precipitazioni. Vale a dire, secondo la previsione stagionale da parte dei set del centro europeo (ECMWF), il trimestre di dicembre, gennaio e febbraio 2023 dovrebbe passare con valori normali di precipitazioni e temperature mediamente normali o leggermente calde nelle più probabili degli scenari.
Ciò non esclude la variabilità e la presenza di grandi episodi di freddo seguiti da altri molto temperati, cosa probabile se si conferma una indebolita circolazione del getto polare. Tuttavia, suggerisce che è improbabile un inverno particolarmente freddo ed è improbabile anche uno molto mite.
INVERO 2023, CHE FARA’ IL VORTICE POLARE?
Secondo le previsioni dei modelli stagionali, la circolazione del vortice polare a 10 hPa, cioè nella stratosfera, rimarrà intensa durante il resto di ottobre, ma si indebolirà notevolmente a novembre. Questo indebolimento, se persistente, può estendersi alla troposfera e dar luogo ad una circolazione più ondulata che tende a generare scariche fredde alle medie latitudini.
Tuttavia, a dicembre le previsioni indicano una ripresa di questa circolazione, solitamente legata ad un’intensificazione della circolazione zonale. La presenza di temporali che colpiscono il nord Europa e occasionalmente il sud, ma senza grandi spostamenti di aria fredda, è solitamente lo scenario più probabile con questo tipo di configurazione. Non sembra probabile, tuttavia, che tale circolazione prosegua con intensità nel corso del mese di gennaio, anche se è ancora troppo presto per fare ipotesi utili.
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