Anticiclone africano in ritirata, con una perturbazione che farà da apripista ad aria più fredda sotto la Befana
Il dominio anticiclonico è ormai agli sgoccioli, con meteo che mostra già i primi evidenti cenni di cambiamento. Crescenti infiltrazioni d’aria umida inizieranno a farsi sentire soprattutto lungo le aree tirreniche, dove la nuvolosità si fa più compatta con le prime isolate pioviggini. Il caldo anomalo si sta ridimensionando, dopo le temperature eccezionali raggiunte in quota.
Un fronte perturbato più organizzato si addosserà alle Alpi nord-occidentali alla fine di martedì e sarà responsabile del guasto atteso nei giorni a seguire. Il fronte sarà seguito dall’intrusione d’aria fredda che riporterà l’inverno, quello vero. Altre perturbazioni, con pioggia e neve a quote localmente basse, caratterizzeranno il resto della settimana.

FINE DELLO STRAPOTERE ANTICICLONICO, PERTURBAZIONE IN ARRIVO
La perdita di potenza dell’anticiclone favorirà un graduale rientro delle temperature su valori più vicini alla norma in montagna, dopo il raggiungimento di picchi record. Il graduale abbassamento del flusso umido atlantico accompagnerà l’approssimarsi di una perturbazione, guidata da un’ampia depressione con fulcro a ridosso della Scandinavia.
Il grande anticiclone, ormai relegato sul Mediterraneo, si sgonfierà ulteriormente e batterà in ritirata. La perturbazione, dopo essersi addossata alle Alpi, irromperà sulla Penisola determinando un deciso peggioramento nel corso del 5 gennaio su parte del Nord, sulla Sardegna e sull’area tirrenica, con piogge e rovesci.
ARIA FREDDA AL SEGUITO DELLA PERTURBAZIONE
Lo scenario diventerà invernale per l’Epifania. La perturbazione sarà associata alla formazione di un vortice depressionario secondario sui mari italiani. Il calo termico sarà notevole, con le temperature che si riporteranno su valori più consoni all’inizio di gennaio. L’afflusso freddo, in discesa dal Nord Europa, sarà agevolata dall’anticiclone sbilanciato sul Regno Unito.
Tornerà la neve in montagna, ma non a quote troppo basse perché non è atteso freddo particolarmente eccessivo. Ci sarà un ritorno verso condizioni più consone a gennaio. Il cambio sarà comunque eclatante, considerando la fase di caldo eccezionale più sentita in quota dove il clima d’inizio anno ha assunto connotati persino tardo primaverili.
VERSO WEEKEND FREDDO ED INSTABILE
Dopo l’Epifania si temeva un ritorno in pompa magna dell’anticiclone e invece non sarà affatto così. Il tentativo di rimonta dell’alta pressione da ovest non sarà in grado di proteggere l’Italia da nuove veloci incursioni perturbate, ancora sospinte da nuovi contributi d’aria fredda d’origine nord-atlantica o di estrazione artica.
Le perturbazioni giungeranno sotto un flusso nord-occidentali e si potrebbero presentare più attive al Centro-Sud, mentre il Nord resterebbe in parte protetto grazie alla barriera alpina. Avremo quindi fasi d’instabilità, con nevicate in Appennino che potrebbero spingersi anche fino a quote localmente collinari.
Mtg